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Qui troverai articoli con informazioni e curiosità sull'alimentazione e la salute in generale.

Buona lettura!

NB: queste sono solo indicazioni generali, per avere indicazioni più specifiche per voi contattatemi e fissate un appuntamento per una visita, attenzione al "fai da te"!!

Alimentazione e colesterolo

Un regime dietetico che miri a diminuire il livello di Colesterolo LDL è fondamentale, sia nella prevenzione primaria che secondaria, a prescindere dal valore del colesterolo totale e/o del colesterolo LDL, in entrambi i sessi, a qualsiasi età, tanto da affermarsi che " lower is better". Per valori di colesterolo LDL sempre più bassi , si evidenzia costantemente una riduzione del rischio cardiovascolare e, in particolare, per ogni riduzione di 30gm/dL del colesterolo LDL si calcola una riduzione del 30% di coronaropatia ( Circulation 2004). La dieta va associata ad una attività fisica, compatibile con le condizioni psico-fisiche del paziente. Gli opportuni interventi di counselling, ci permetteranno di "personalizzare" i necessari cambiamenti dello stile di vita, evitando inutili e dannosi atteggiamenti basati solo sui divieti, cercando di trovare sempre messaggi positivi da proporre al paziente. Un metodo che intervenga sull'ambiente in cui viviamo, definito "obesogeno" dall'OMS, con una collaborazione dell'intera comunità, secondo un modello socio-ecologico di salute, darebbe i maggiori risultati, rinforzando continuamente gli stimoli e favorendo stili di vita "sani".

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Alimentazione in caso di IRC

E' dimostrato che la restrizione proteica nel paziente affetto da Insufficienza Renale Cronica (IRC) può contribuire positivamente al rallentamento della progressione del deficit renale. La terapia dietetica nell'IRC deve essere tale da non introdurre nell'organismo proteine in quantità superiore a quella che il rene insufficiente riesce a eliminare In tali diete occorre dare la preferenza alle proteine animali ricche di aminoacidi essenziali indispensabili per le sintesi proteiche. Non si deve eccedere con le uova, dato che dall'ossidazione dei fosfoaminolipidi in esse contenuti derivano molti H+ metabolici che aggraverebbero l'acidosi uremica. I carboidrati sono da limitare (soprattutto i disaccaridi - zucchero comune -) per prevenire la frequente ipertrigliceridemia. L'introito lipidico va mirato ad un alto rapporto tra ac. grassi poli-insaturi e saturi, per prevenire la dislipidemia dell'uremico e alla riduzione dell'apporto di colesterolo. Le proteine della dieta potranno essere ridotte progressivamente secondo lo schema, in cui l'indice di riferimento è la Clearance della creatinina

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Alimentazione e calcolosi

Nel mondo la calcolosi renale o nefrolitiasi è una malattia molto diffusa, infatti le persone che ne soffrono vengono stimate nel 10% della popolazione, con variazioni tra il 6% delle donne e il 15% degli uomini. La definizione calcolosi renale prende nome dal latino “calculus” – sassolino che i Romani usavano per contare -, mentre nefrolitiasi deriva dal greco Litos – pietra, sasso -. I calcoli renali possono essere uno o più, di dimensioni che vanno da quella di un granello di sabbia (renella) a quella che tende a occupare il bacinetto e gli spazi liberi renali (calcolo “a stampo” secondo la cultura medica italiana, “a corna di cervo” secondo quella anglo-americana). Fino a non molti anni fa si riteneva che una dieta sbagliata fosse il fattore responsabile della formazione dei calcoli renali, mentre in realtà questa può aggravare uno status di base, legato a fattori genetici, disordini metabolici e situazioni ambientali. La formazione del calcolo prende il via da alterazioni qualitative e quantitative dell'urina che è composta fondamentalmente da acqua in cui sono presenti, disciolte, sostanze organiche come creatinina, urea, acido urico e sostanze minerali come calcio, cloro, fosfati, magnesio, sodio, solfati, potassio. Quando la concentrazione di un soluto disciolto nell'urina supera i livelli fisiologici, cioè quando si verifica una sovrasaturazione, avviene il fenomeno della formazioni di cristalli che, riunendosi costituiscono il calcolo renale; bisogna ricordare che nel nostro organismo esistono, comunque, sostanze inibitrici della cristallizzazione come citrato e magnesio che limitano il processo di sviluppo dei calcoli. Oltre che per aumento dei soluti, la sovrasaturazione è possibile per diminuzione del “solvente” cioè per tutte quelle condizioni in cui le perdite di liquidi non vengono sufficientemente compensate, come avviene per esempio nei climi o nei periodi particolarmente caldi, o in corso di malattie con iperpiressia o diarree perduranti, etc. Un corretto apporto idrico dovrebbe essere di circa 3 l/die, tra assunzione di liquidi, diretta con l'acqua o bevande varie e indiretta attraverso l'alimentazione. I disordini metabolici giocano un ruolo fondamentale nella genesi della litiasi renale e quelli che più spesso si riscontrano sono: · Ipercalciuria · Iperossaluria · Iperuricuria · Ipocitraturia · Ipomagnesuria.

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Dieta e diabete

La terapia dietetica è il cardine del trattamento del paziente diabetico ed in molti pazienti con Diabete Mellito Tipo 2 può da sola permettere un buon controllo metabolico della malattia.Si deve premettere che non esiste uno schema dietetico che possa essere valido ed, ancora più importante, accettato da tutti i pazienti diabetici; pertanto sarà compito del medico, con la collaborazione attiva del paziente, personalizzare la dieta tenendo conto dell'età del paziente, della sua attività lavorativa, delle abitudini di vita, delle preferenze alimentari e delle eventuali malattie associate.

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Dieta e gravidanza

Una corretta ed adeguata alimentazione prima e durante il periodo gestazionale sono condizioni essenziali per la prevenzione di gran parte delle patologie neonatali.Se l'apporto alimentare è insufficiente, specie dal punto di vista qualitativo, il peso fetale alla nascita può essere inferiore alla norma e lo sviluppo dei denti e delle ossa incompleto. Inoltre la gestante può andare incontro ad alcuni inconvenienti, quali parto prematuro,travaglio più difficile, l'impossibilità di allattare.L'eccessiva crescita ponderale aumenta il rischio di gestosi, di diabete e rendere più lungo e difficoltoso il travaglio.Si ritiene che una donna che si alimenta in modo corretto al di fuori della gravidanza, debba continuare ad assumere la stessa quota calorica.Vi è elevata richiesta di proteine fondamentale per lo sviluppo fetale e la prevenzione della gestosi, soprattutto di origine animale.

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Alimentazione e anticoagulanti

Sono circa 400-500.000 i pazienti attualmente in TAO, in Italia, con un incremento considerevole, negli ultimi dieci anni, in parte dovuto alla creazione dei centri di sorveglianza e allo sviluppo tecnico ed informatico (strumenti di controllo ambulatoriale dell'INR; programmi informatici di controllo e programmazione della terapia ); in parte ad un rinnovato interesse da parte degli operatori sanitari, ad una maggiore applicazione-dedizione, anche dei medici di famiglia che annoverano, tra i propri pazienti, diversi anticoagulati; in parte per un aumento delle indicazioni per i trattamenti con TAO a lungo termine ( o per tutta la vita). Ci sono pazienti, poi, con una certa scolarità, che intendono, opportunamente formati, controllarsi a casa l'INR (con i coagulometri portatili, sempre più affidabili), o, addirittura, come succede in Germania, riuscire anche a modificare il dosaggio dell'anticoagulante, in base ai valori di INR ottenuti (self- management). Per tutti questi pazienti, comunque, è necessaria una informazione precisa e documentale, nel senso che devono avere un diario con i consigli e le raccomandazioni necessarie per il proprio trattamento: è molto importante! L'informazione e l'educazione del paziente (e della famiglia) è il passo decisivo per una corretta terapia. Tra le cose che devono sapere, una riguarda l'alimentazione. Infatti sappiamo che il warfarin (il farmaco più usato nella TAO), inibisce la formazione dei vari fattori della coagulazione vitamina K-dipendenti ( fattori II, VII, IX, X della coagulazione e le proteine anticoagulanti C e S, mediante l'inibizione competitiva dell'enzima epossido reduttasi ); tale farmaco subisce moltissime interazioni con altre sostanze, che ne modificano la disponibilità, variandone, quindi, l'azione, sia nel senso di una inibizione che di un potenziamento (come avviene più spesso), ed una di queste sostanze, che poi è anche il suo antidoto, è proprio la vitamina K, che può essere contenuta in molti alimenti. Bisogna raccomandare al paziente di non modificare drasticamente le proprie abitudini alimentari, anche perché difficilmente con la semplice e normale alimentazione si potrà correre il rischio di interferire con la TAO ( magari qualche problema in più potrà esserci in caso di febbre o diarrea, per esempio, o in pazienti con malattie pancreatiche, biliari o intestinali con malassorbimento), anzi dovrà assumere della vitamina K con la dieta, senza superare un apporto giornaliero di 200-300 microgrammi , evitandone quelle variazioni significative, che possono provocare una fluttuazione dell'INR. La vitamina K, una volta assorbita, viene rapidamente metabolizzata ed escreta (il 70% in pochi giorni !). "Per questo qualsiasi alterazione della digestione/assorbimento dei lipidi, o qualsiasi limitazione nel loro apporto alimentare conduce, con discreta rapidità, ad una carenza almeno sub-clinica". La vitamina K sembra svolgere un ruolo anche nell'osteogenesi, per cui un suo deficit potrebbe influire negativamente sul metabolismo osseo. Ai pazienti si potrebbe fornire un elenco di prodotti alimentari, con l'indicazione della quantità di vitamina K, in essi contenuta, per ogni 100 grammi di prodotto, ed espressa in microgrammi ( Tabella 1 ). Questa consapevolezza li rende più tranquilli e sicuri, a tavola, e nella loro quotidianità, risolvendogli il problema di dover interrogare, spesso, il proprio medico su cosa mangiare. In conclusione si deve ricordare che circa il 10-20% degli italiani farebbe uso di sostanze a base di erbe, con la convinzione, assolutamente falsa, che esse siano innocue.

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Sindrome Metabolica

La sindrome metabolica è caratterizzata dalla contemporanea presenza di alterazioni metaboliche ed emodinamiche che rappresentano un fattore di rischio per l'insorgenza di malattie cardiovascolari e tumori. Presenta un accumulo di tessuto adiposo localizzato nella regione addominale, che caratterizza il sovrappeso “a mela”, ed è associato ad un più alto rischio rispetto al grasso periferico (ad esempio quello nella zona gluteo-femorale).

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Dieta Mediterranea: la dieta del benessere

La Dieta Mediterranea: cosa è e quali sono i suoi benefici sulla nostra salute? Questa particolare dieta è un modello nutrizionale e uno stile di vita ispirato alle abitudini dei paesi europei del bacino del Mar Mediterranea, compresa l’Italia. Prevede un’alimentazione sana ed equilibrata dal punto di vista nutrizionale, in grado di ridurre l’incidenza di alcune malattie (cardiovascolari, tumori, diabete e disturbi alimentari) nonché di rallentare il declino cognitivo tipico dell’invecchiamento.

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L'osteoporosi e l'alimentazione

Cosa è l’osteoporosi? L’osteoporosi è la malattia cronica che altera la struttura ossea e crea quindi una riduzione della resistenza al ‘carico meccanico’, aumentando il rischio di fratture. Ne soffrono in particolare le donne perché l’osteoporosi è legata anche al calo di estrogeni che accade durante la menopausa, che sono fondamentali per le ossa e per l’assorbimento del calcio. Ma esistono altri fattori di rischio, tra cui il fumo, predisposizione genetica, alterazioni ormonali (menopausa precoce, ipertiroidismo, amenorrea per lunghi periodi), basso apporto di calcio e/o vitamina D, eccessivo consumo di alcol, eccessivo consumo di sale, inattività, bassa densità ossea e lunghi trattamenti con cortisone.

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Quale acqua scegliere?

Per orientarsi nella giusta scelta dell’acqua un valido aiuto è offerto dalla lettura dell’etichetta . Innanzitutto bisogna valutare il residuo fisso , un valore che si ottiene portando l’acqua a una temperatura che permette la completa evaporazione del liquido (180°), ma non della parte solida rappresentata dai sali minerali. Il residuo fisso rappresenta quindi una stima del contenuto in minerali e permette di classificare le acque minerali in 4 categorie :

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L’alimentazione dello sportivo

La prima cosa da tenere a mente è che non esistono alimenti “magici” che migliorano la prestazione sportiva: esiste, piuttosto, un corretto stile alimentare, vario e bilanciato, da seguire nel quotidiano. Una dieta sana, con il giusto apporto di carboidrati, proteine e grassi, è la premessa fondamentale per garantire al tuo organismo l’energia di cui ha bisogno per svolgere al meglio l’esercizio fisico.

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